(Canon 550D con 18-135 e prolunga 25mm)
QUATTORDICESIMO – Aoh, volemo comincià o no?
PRESIDENTE
– Un po' di silenzio, prego...
… Io ero l’imputato, per mia stessa volontà,
e mentre un’angoscia crescente di verità severa e di imminente giudizio mi
schiacciava sulla mia sedia dura di accusato, cercavo malamente di difendermi
con la sensazione di peggiorare la mia situazione, dicevo le cose che so di me,
ma con difficile concisione nella quale mi nascondevo, e il nascondimento era
tale da essere efficace anche per me stesso, per cui parlavo e subito dopo mi
sfuggiva il senso di quello che dicevo, che pure avevo avuto ben chiaro prima
di dire...
MEMMO
- Quello che mi sento mancare è una volontà di affermazione di me stesso, una
prevenzione di difesa rispetto alle accuse che… ricordi, che, qui seduto,
sembrano volermi sfuggire e andare con loro intrinseca sequenza di
significato...
QUINDICESIMO - Intrinseché?
SEDICESIMO -
Intrinsequenza!
QUATTORDICESIMO
– E daie! Vole dì che ie sembra che li
ricordi se ne vadano pe fatti loro, ma ce hanno invece una logica diversa, che
sembra illogica - ma questo lo sapemo bene tutti noi, no? E che, ce lo scordamo
quello che c'è successo su quella sedia?
SEDICESIMO - Se no lassemo parlà, de logeca no e seguemo
nessuna, ni ella do sogno, ni ella da veglia!
DICIOTTESIMO - Semo er ponte, e parlamo come li viandanti che ce passano sopra....
DICIANNOVESIMO - Simo interrotti et simo los
interruttores...
Si
fa silenzio.
PRESIDENTE
– Continui, signor Patos…
MEMMO
- Signor Presidente, signori Ascoltatori, io...
Sembra
rinunciare a dire, come non riuscisse a formulare pensieri, poi riprende a
parlare con forza.
Il
dolore delle nostre mancanze, una coscienza sfuggente di indimostrabile
colpa... una certezza, sì, la certezza di non aver saputo… non aver saputo?… Non
aver voluto! Non aver voluto, ecco, non aver voluto... non dico amare, che è già cosa facile a dirsi: chi non mi
capirebbe se dicessi di non aver saputo amare? Sono in tanti a dirlo, e forse
sanno quello che dicono, no? Tutti, qui, mi capireste, se dicessi di non aver
saputo amare. Non è così?
Si
guarda intorno. I Grandi Ascoltatori tacciono, in attesa che continui.
Non dico di non aver saputo amare. Dico
di non aver saputo esserci. Esserci, capite? Questo vorrei dire, questo dico:
non ho saputo, in quei ricordi che mi stanno affiorando rapidamente alla mente,
in quelle realtà che sono state, non ho saputo esserci, ecco, questo, lo
capite?
(Da "La sedia di Van Gogh - Il sogno di Memmo", 1996)